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 Necropoli del Castellaccio

Necropoli del Castellaccio

La Necropoli del Castellaccio è localizzata nella vallata Difesa, ai margini del braccio NE del moderno nucleo abitativo. Anticamente l’area veniva attraversata dalla A Thermis Catina per entrare in città. Come era in uso in età romana, all’ingresso della città erano collocati, oltre la necropoli, dei maestosi edifici funerari, allo scopo di ostentare l’importanza e la ricchezza dei clan locali, e che dovevano apparire fortemente scenografici dal versante opposto della città, quello in cui sorge il monumento di Corradino. 

Prima che diventasse un’area adibita a necropoli in età imperiale, era stata occupata da un quartiere residenziale ellenistico, in cui sorgevano anche due fornaci, una delle quali ancora visibile perché collocata sul ciglio della SP 41. 

Ad oggi sono stati qui rinvenuti un monumento ad obelisco di tipo africano, unico nel suo genere in tutta l’isola e forse appartenente a un maestoso edificio pubblico, una tomba a edicola costruita su una precedente dimora tardo repubblicana della quale si conserva tuttora parte del pavimento in cocciopesto decorato con motivi geometrici, due epitymbia ad altare e i resti di un edificio denominato Castellaccio, la cui funzione non è chiara a causa delle scarse informazioni che i relativi ruderi suggeriscono. Neanche Libertini avanzò ipotesi sulla sua funzione, limitandosi a citare i resti e a descriverli come aveva riportato in precedenza l’Ansaldi, e spiegando la funzione militare ad esso attribuita dalla quale deriverebbe il nome che gli fu affibbiato.

“L’Ansaldi li descrive come informi massi di fabbriche contenenti una piccola stanza dimezzata di circa palmi 14 x 11, con vestigia di volte e di due piani. Si credette quindi che fosse una torre che fiancheggiava le mura della città o che difendeva una delle porte. La fabbrica, che è di pessima struttura, mi fa molto dubitare della sua origine classica e l’idea delle due rocche che guardavano la contrada Difesa […] è stata forse l’origine della sua denominazione di castello castellaccio”. ( Libertini, Centuripe )

Da tutta la zona provengono inoltre pezzi dei relativi corredi funebri, in parte conservati al museo archeologico regionale o in altri musei, in parte perduti a causa del commercio dei tombaroli, e sculture. Ulteriori scoperte dagli scavi a venire , dopo i più recenti eseguiti nel 2010, potrebbero fornire nuove indicazioni sull’area e magari renderla accessibile al pubblico.

Grafica di Alessia Spoto Barbagallo

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