Presentazione di Maurizio Balducci
Sono davvero onorato di ricordare con questa opera una figura così importante che mi ha suggerito di rappresentare la libertà. Mi ha spinto la stima che nutro per questo Sindaco, peraltro laureato in storia dell’arte, per la sua competenza, l’operosità sua e della giunta, la sua grande passione ed amore per l’arte e per questa terra e per il tema decisamente importante e per me focale nella nostra vita. La libertà. In questa realtà che si affaccia sull’Etna mi sono sentito libero ed apprezzato. La libertà mi tocca molto da vicino; non a caso sono un libero pensatore, dichiarato. Un tema, questo che mi ha spinto a creare varie collezioni. Non è solo un fatto fisico, la libertà.
Si può essere prigionieri anche dei pregiudizi circoscritti all’interno di mentalità chiuse ed arcaiche. La libertà è una finestra aperta sul mondo.
L’ingegnere minerario Raffaele Miceli brutalmente ucciso dalla vile mano della mafia nella vicina Piazza voleva essere libero. Lui scelse, in un periodo che di li a poco lo avrebbe portato ad assaporare la fine della guerra, di non sottostare al ricatto del pizzo. La pagò a caro prezzo la sua scelta di libertà, e con lui molte altre vittime.
Per me è quindi un onore celebrare in questo luogo la memoria di una figura coraggiosa che si è ribellata alla costrizione. La nostra è una società di prigionieri segregati nelle stanze, più o meno lussuose, della mediocrità dove il valore non si misura per chi sei ma per chi conosci. “Le ali della libertà” questo il titolo dell’opera è una statua in acciaio corten ed inox lucidato a specchio che emula il gesto liberatorio di lasciarsi andare.
Le ali protese verso il cielo, nell’atto di spiccare il volo, intendono liberarsi dalle dipendenze, dai tabù e dai ricatti. Fossi il Ministro dell’istruzione pretenderei una scuola che insegnasse ai giovani a sognare ed a volare, liberi, senza timore. Anche l’istruzione canonica rende gli allievi prigionieri all’interno di programmi preconfezionati che più riesci e ripetere come un pappagallo, più sei apprezzato. Niente di tuo, di singolare; niente unicità e carattere; solo processi di omologazione.
Non posso certo capire la mafia come chi l’ha vissuta in prima persona; per me è un fenomeno che non è circoscritto e limitato ad un’organizzazione criminale ma esteso ad una mentalità che con il ricatto, la corruzione, il favoritismo ed il clientelismo crea un sistema malato che sopprime sul crescere il genio ed il merito.
Si manifesta anche semplicemente con l’esclusione. Il fenomeno mafioso si manifesta nelle buie stanze dell’arroganza e nella penombra della prepotenza dei detentori del potere così come dei colossi dell’industria dell’arte, spesso molto sopravvalutata, che decide le sorti dell’artista.
Un sistema, quello mafioso, che vive e si riproduce nell’ombra; si infiltra nelle sedi del potere, nella City e nella cosiddetta società civile. La meritocrazia è un lusso per pochi mentre il favoritismo è il guinzaglio che lega i privilegiati a questa struttura del malaffare. Attecchisce bene ovunque perché il denaro ed il potere, a discapito della cultura e della conoscenza, sono la merce di scambio più ambita.
Gli stessi mafiosi sono prigionieri. Non sono liberi. Così come si può essere prigionieri anche delle dipendenze, del denaro, dei media e di tutti coloro che ci indirizzano ad un pensiero comune.
Il mio desiderio è che quanti più giovani possibile restino liberi con il contributo essenziale della conoscenza.
Non si può essere liberi se non si conosce.
Biografia
Maurizio Balducci nasce a Colle di Val d’Elsa in provincia di Siena dove tutt’ora risiede e lavora. E’ un artista concettuale e, come ama definirsi, un creativo. Lavora esprimendosi con varie tecniche ed utilizzando svariati materiali realizzando opere anche di grandi dimensioni esposte in spazi pubblici e privati. Le sue realizzazioni sono concettuali ed affrontano temi importanti. Il suo modo di esprimersi lo definisce inclusivo, nel senso che è rivolto ad un pubblico ampio e, pertanto, quanto più possibile comprensibile e non riservato ad una ristretta nicchia di esperti o presunti tali. L’arte, sostiene l’artista, non deve essere elitaria deve avvicinare e non discriminare utilizzando linguaggi troppo poco comprensibili.
Anche quando utilizza un materiale asettico e freddo come l’acciaio cerca di conferirgli calore con la forma e con il contenuto.
Ha realizzato varie mostre sia in Italia che all’estero e ottenuto vari riconoscimenti.
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